Pesto genovese fresco della Trattoria 150g

Marca: modo21
Riferimento: AA0002
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Prova il pesto genovese fresco fatto secondo la nostra ricetta di famiglia!

Il nostro pesto genovese è

  • Pesto fresco confezionato e prodotto dalla cucina della Trattoria Cavour modo21.
  • Pesto fresco senza conservanti o antiossidanti aggiunti.
  • Pesto con basilico genovese DOP.
  • Pesto genovese fresco fatto secondo la ricetta di Alfonsina Trucco, vincitrice del premio di miglior pesto fatto al mortaio.

Ti consigliamo di usare il pesto genovese con la pasta ligure tipica come trofie, trenette e gnocchi di patate. Il pesto è ottimo anche sulla pizza e sul pane.

Questo pesto genovese fresco ha una scadenza di 45 giorni e deve essere conservato in frigo. Il pesto genovese si può congelare nel vasetto. Non riscaldare.

Questo vasetto da 150 grammi di pesto fresco è ideale per condire due piatti di pasta.

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Il pesto genovese fresco della Trattoria Cavour modo21 è un pesto di basilico genovese DOP, aglio, formaggio grattugiato, pinoli, olio e sale: la ricetta è sempre quella casalinga di Alfonsina Trucco, campionessa mondiale per il miglior pesto fatto al mortaio.

Il pesto alla genovese modo21 è un pesto pronto, prodotto nella cucina della trattoria e subito confezionato fresco. È un pesto genovese senza conservanti e senza antiossidanti aggiunti.

Il pesto fresco si conserva tenendolo in frigo, anche quando il vasetto è chiuso. Il pesto modo21 ha un durata di conservazione di circa 45 giorni. Una volta che hai aperto il vasetto, il pesto deve essere consumato entro qualche giorno: prima di riporre in frigo nuovamente il vasetto di pesto aperto, il consiglio è di aggiungere un poco di olio di oliva extravergine così da coprire il pesto e non farlo ossidare.

Quanto pesto per condire la pasta?

Il pesto genovese viene utilizzato principalmente per condire la pasta. È un condimento che va aggiunto a freddo direttamente nel piatto. Ogni pesto ha una consistenza diversa, che può essere data ad esempio dalla quantità di olio usata nella preparazione. Si può comunque ipotizzare una quantità giusta di pesto per persona.

Il nostro consiglio è di calcolare almeno 50/60 grammi di pesto per persona, quindi questo vasetto di pesto genovese fresco da 120 grammi può andare bene per condire circa 200 grammi di pasta secca.

Ricorda: la pasta secca e la pasta fresca rendono in maniera differente, quindi se usi le trofie secche o le trofie fresche con il pesto, dovrai buttare una quantità diversa di pasta! Se solitamente mangi 100 grammi di pasta secca, l'equivalente in pasta fresca (non ripiena) è almeno 150 grammi. Ricapitolando 60 grammi di pesto genovese condiscono 100 grammi di pasta secca e 150 grammi di pasta fresca.

Ora che abbiamo quanto pesto per condire la pasta, qualche consiglio per come usare il pesto pronto. Il pesto genovese non va mai scaldato ma si può allungare con un poco di acqua di cottura per renderlo più cremoso, oppure si può allungarlo con un filo di olio di oliva extravergine che però deve essere molto delicato.

Che tipo di pasta con il pesto alla genovese?

Trofie, gnocchi freschi e trenette. Questi sono i tre tipi di pasta più usati con il pesto alla genovese. Si preferisce solitamente o della pasta secca oppure della pasta fresca, ma fatta con poche uova. Il condimento deve rimanere cremoso ma non deve essere assorbito troppo dalla pasta: per questo motivo anche le lasagne genovesi oppure i taglierini genovesi sono prodotti con poche uova, che non sono proprio presenti nell'impasto delle trofie. Ma scopriamo meglio la pasta ligure tipica che si mangia con il pesto alla genovese.

Le trofie al pesto

Al giorno d'oggi le trofie genovesi (o trofiette) sono prodotte sia nella versione secca che fresca. Nascono però come pasta fresca fatta in casa e rimangono un tipo di pasta ad uso familiare almeno fino a metà del secolo scorso, quando iniziano le prime produzioni a macchina.

Le trofiette sono un tipo di pasta corta, la cui forma attorcigliata ricorda un ricciolo o un truciolo. Dato che la zona di origine è il Golfo Paradiso, che si trova nelle vicinanze di Genova, è normale che le trofie siano principalmente condite con il pesto. 

Le trofie al pesto molte volte sono servite con le patate a dadini e i fagiolini (fatti cuocere assieme alla pasta).

Le trenette al pesto

Le trenette genovesi sono molto simili alle linguine: non sono proprio piatti ma si caratterizzano per la loro sezione ovoidale. Sono un tipo di pasta lunga secca. Come per le trofiette, anche le trenette possono essere servite con il pesto, le patate e i fagiolini.

Se vuoi provare un altro tipo pasta ligure lunga al posto delle trenette possiamo consigliare i taglierini genovesi: questi sono taglierini freschi, quindi assorbono di più il condimento; quando li condisci con il pesto, ricordati di allungarlo con un po' di acqua di cottura.

Gli gnocchi al pesto

Gli gnocchi genovesi sono degli gnocchi freschi fatti con le patate. Gli gnocchi di patate rimangono sempre molto morbidi. Il pesto genovese sembrerà ancora più cremoso una volta che lo mangerai con gli gnocchi!

Un consiglio per la tua ricetta degli gnocchi al pesto: calcola almeno 250 grammi di gnocchi a persona, da condire con 60 grammi a testa.

Altra pasta per il pesto

Quegli ti abbiamo presentato prima sono tipi di pasta tipici soprattutto della zona di Genova. Ma il pesto si mangia in tutta la Liguria! Ecco che allora mancano nel nostro elenco alcuni formati originari della regione che sono anche questi usati con il pesto.

Ad esempio, non possiamo non citarei croxetti (o corzetti del Levante), che sono una pasta tipica della valle di Varese Ligure. I croxetti hanno la forma caratteristica che richiama una moneta, dei dischetti di pasta con dei rilievi stampati sulle due facce. Nelle produzioni casalinghe si usavano degli stampi in legno, intagliati con lo stemma della famiglia. I rilievi sulla pasta, oltra a essere molto scenografici, fanno sì che i corzetti del Levante raccolgano perfettamente il condimento. I croxetti si possono mangiare sia con un pesto di basilico che con un pesto locale a base di noci e maggiorana.

Sempre a Levante troviamo i testaroli al pesto, tipici della Lunigiana (al confine con la Toscana). I testaroli li potremmo descrivere come dei maltagliati di pane: l'impasto viene una prima volta cotto in dei testi rotondi, poi quando si è raffreddato è tagliato a quadrotti e sbollentato un minuto in acqua salata; quindi condito.

Come usare il pesto 

Il pesto è considerato un condimento per la pasta però può essere usato anche in altre ricette.

Tra i primi piatti consigliamo di provare il minestrone con il pesto. Questo minestrone genovese è una minestra di verdure di stagione, tagliate a tocchetti e fatte cuocere per molto tempo finché il minestrone non diventa denso: a questo punto si può condire con il pesto.
A Genova solitamente il minestrone con il pesto si mangia tiepido, se non proprio freddo, e con la pasta dentro (comunque se lo vuoi mangiare solo fatto con le verdure e il pesto è buonissimo lo stesso!) La pasta tipica utilizzata per il minestrone genovese è: bricchetti (dei fiammiferi di pasta secca) oppure scruccuzun (palline di pasta secca). 

Il pesto negli ultimi anni è sempre più apprezzato come condimento per la pizza. La pizza al pesto può essere una pizza in cui il pesto è unito a del formaggio e messo sulla pizza prima della cottura oppure il pesto è messo sulla pizza in uscita dal forno.

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Formato e peso 150 g
Porzioni 2 piatti
Prezzo al chilo 46,67€
Pagamenti accettati
  • visa
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  • maestro
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  • bizum

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